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Da Repubblica.it

  • Giulia Foschi
  • 3 jun 2016
  • 2 Min. de lectura

Discoteche, manicomi, fabbriche: "La mia vita è fotografare i luoghi abbandonati"

Si chiama Alessandro Buga Bugani, mezzo forlivese e mezzo messicano, ed è un fotoreporter con una passione particolare: andare a caccia di spazi decadenti e raccontarne le storie. "Ci vuole un sacco di tempo, ma poi non si riesce più a smettere"

di GIULIA FOSCHI

BOLOGNA - Alessandro Buga Bugani, mezzo forlivese e mezzo messicano, è per sua stessa definizione un miscuglio di tante cose. Sicuramente è un fotografo: quasi impossibile intercettarlo in un momento di pausa dalle sue peregrinazioni per i luoghi abbandonati di tutta Italia. Quando risponde al telefono, infatti, è intento ad addentrarsi in una villa diroccata di Ancona. “La passione per la fotografia è iniziata per caso, scoprendo con la mia compagna, e socia, una casa in decadenza. Così è partita la ricerca, su Internet e per strada, di posti abbandonati: ospedali, manicomi, colonie, discoteche, fabbriche”. Sul sito Decadence (www.alessandrobugani.wix.com/decadence), Alessandro pubblica tutte le sue foto, raccontando le storie, vissute personalmente o imparate, dei luoghi abbandonati. “Molti fotografi sono gelosi, non svelano nulla - spiega - ma io ho una filosofia diversa: mi piace condividere, dei posti che trovo io dico tutto”. Ecco così scorrere il ricordo delle tante discoteche chiuse, come il Melody Mecca e il Paradiso di Rimini, ormai inglobate dalla vegetazione. “All’ingresso non c’è San Pietro ad attendermi, né tantomeno due grossi buttafuori - scrive -. Un viale completamente coperto di edera è lo scenario quasi surreale che mi accompagna, l’ex navetta giace semidistrutta e vandalizzata preda delle erbacce rampicanti. Gli interni sono messi molto male ma l’atmosfera è viva, a parte i danni che i ladri di rame hanno fatto. Ci sono tantissimi segni della disco, bottiglie di champagne si trovano ovunque, cartellini dei tavoli, biglietti d’ingresso, gettoni d’uscita, liste tavoli e gadget di qualche festa passata... divani di design, tavoli, sedie, piatti, attrezzature, tutto dà un tocco da day after al Paradiso”.

E poi ex fabbriche, vecchie chiese, e la schiera di colonie che affolla il litorale romagnolo, da Milano Marittima a Cesenatico, scheletri di case vacanza estive per bambini e ragazzi di Brescia, Vercelli, Varese. Molte oggi sono diventate le case provvisorie e precarie di chi una casa non ce l’ha, alcune sono state rivisitate in modo creativo, come l’ex colonia santarcangiolese, la “Santa Bronx Ponente”, utilizzata per esposizioni d’arte. “Amo le storie che tutti questi luoghi racchiudono, mi piace sapere cos’erano quando hanno aperto e cosa sono diventati quando hanno chiuso. Ad esempio, in una colonia di Milano Marittima mi sono imbattuto in un senzatetto che ne ha fatto la sua casa: presto racconterò anche questo incontro. Adesso però devo partire per Salso Maggiore, verso il Grand Hotel dove facevano Miss Italia. Ci vuole un sacco di tempo, ma una volta iniziato non si può smettere: un luogo abbandonato tira l’altro”.

Fonte:

 
 
 
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Decdence Il Sito dei Luoghi dimenticati © 2015 by Alessandro Bugani e M.M.

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